Climatizzazione, una crescita a due cifre

Un anno, quello appena trascorso, positivo per il settore, con incrementi anche consistenti. Ma non tutti i comparti hanno registrato gli stessi andamenti: split e trasferibili hanno infatti sofferto la contrazione dei consumi. Confermati gli incentivi anche per il 2019, che si preannuncia ancora positivo, incertezze economiche a parte. Parla il presidente di Assoclima, Roberto Saccone.Climatizzazione, una crescita a due cifrePer il settore della climatizzazione, il 2018 si è concluso positivamente: lo testimoniano i dati delle rilevazioni trimestrali sul mercato interno di Assoclima, l’associazione dei costruttori di sistemi di climatizzazione federata ad Anima e che rappresenta 61 aziende associate, più di settemila addetti e un fatturato totale di 1,5 miliardi di euro, con una quota di esportazione del 65% (le rilevazioni trimestrali di Assoclima si riferiscono al solo mercato Italia e non comprendono la produzione e l’esportazione; nda).

Il comparto dell’espansione diretta ha registrato andamenti in crescita rispetto al 2017 per i sistemi monosplit (+10,8% a volume e +10,7% a valore), multisplit (+14,7% a volume e +11,8% a valore), mini Vrf e Vrf (+16,9% a volume e +20,4% a valore) e per i climatizzatori monoblocco (+2,5% sia a volume che a valore). Non altrettanto bene i climatizzatori trasferibili, per il quali il 2018 si è chiuso con un decremento del 15% a valore, a fronte però di un +6,6% a volume.

Performance discrete a livello di volumi (+9%), ma con un decremento a valore dell’8,7%, sono state rilevate nel segmento delle unità di trattamento aria, mentre hanno chiuso il 2018 con un segno negativo i condizionatori packaged e rooftop, che a fine dicembre riportavano un calo del 29,1% a volume e del 13,3% a valore.

Ancora in crescita il trend delle apparecchiature idroniche condensate ad aria (+16,9% a volume e +14,2% a valore), che con i ventilconvettori costituiscono i più importanti segmenti per fatturato del comparto centralizzato.

Anche nell’ultimo trimestre 2018 è stata confermata la preponderanza dei valori positivi nelle versioni a pompa di calore, che in quasi tutte le fasce di potenza hanno registrato aumenti percentuali a due cifre, compensando il calo delle unità solo freddo, soprattutto nelle fasce di potenze fino a 50 kW.

L’indagine Assoclima ha registrato numeri positivi per tutte le tipologie di ventilconvettori: standard con mantello (+2,8% a volume e +5,5% a valore), standard senza mantello (+9,8% a volume e +9,4% a valore), cassette (+8,3% a volume e +10,9% a valore) e hi-wall (+17,8% a volume e +18,7% a valore).

In negativo, nel comparto delle soluzioni idroniche, solo i gruppi frigoriferi condensati ad acqua, che hanno chiuso il 2018 con un -12,1% a volume e un leggero decremento a valore del -0,8%.

ROBERTO SACCONE«Il 2018 è stato un anno positivo – afferma Roberto Saccone, presidente di Assoclima -. In particolare per il comparto delle pompe di calore, meno bene invece per i sistemi di climatizzazione più piccoli. Anche per il 2019 le previsioni sono favorevoli, in particolare per gli impianti di grandi dimensioni, che non dovrebbero risentire delle incertezze economiche generali. Per gli impianti di dimensioni contenute, che soffrono della frenata dei consumi, vi potrebbe essere una contrazione delle vendite. Su questo ultimo fronte non nascondo la preoccupazione degli operatori. Per fortuna, i bonus energetici ed edilizi sono stati confermati e questo fa ben sperare. Su tutto pesa anche l’incertezza della situazione economica internazionale, per quanto riguarda la guerra dei dazi tra Usa e Cina. Il nostro, infatti, è un settore rivolto all’esportazione e questa tensione pesa».

Il XXVI° Rapporto congiunturale del Cresme si sofferma invece sui dati 2017, in particolare per ciò che riguarda l’andamento delle principali aziende del settore, producendo la classifica delle prime dieci per volume di fatturato.

In testa alla speciale graduatoria è Ariston Thermo, con un fatturato che supera i 487,4 milioni di euro e un +8% sull’anno precedente. Piuttosto staccate, con 353,7 milioni Riello (+8,3%) e Baxi con 246,5 milioni (+14,3%). Dal quarto al decimo posto figurano Aermec (211,8 milioni; +8,5%), Mitsubishi (210,8; +18,5%), Immergas (178,3; +15,8%), Carel Industries (166,1; +7,5%), Fondital (150,9; +10,8&), Ferroli (135,2; +30,2%) e infine Vaillant (118; +2,3%).


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