Il 22 gennaio scorso, a Roma, è stato presentato lo Studio “Il ruolo delle pompe di calore in Italia: stato dell’arte e opportunità di sviluppo”, commissionato da Assoclima a The European House – Ambrosetti (TEHA). L’evento ha messo in luce il contributo delle pompe di calore alla decarbonizzazione e alla competitività industriale italiana.
Maurizio Marchesini, Presidente di Assoclima, ha dichiarato: “Rappresentiamo un settore produttivo che è centrale nel processo di decarbonizzazione dell’Europa, che contribuisce in maniera determinante alla nostra economia. La nostra industria non è solo un pilastro per l’efficienza energetica, ma un asset strategico per lo sviluppo economico. Le pompe di calore elettriche rappresentano il futuro, e come settore vogliamo assumere un ruolo guida nella transizione energetica europea.”
Lo Studio è stato concepito con tre principali finalità:
- Qualificare la rilevanza industriale delle pompe di calore in Italia ed Europa.
- Identificare politiche e azioni concrete per sostenere lo sviluppo del settore.
- Fornire ai decisori pubblici dati e scenari utili per orientare strategie di lungo termine.
Durante l’evento, sono state affrontate anche le sfide legate alla neutralità tecnologica. Secondo Marchesini, il processo di transizione richiede scelte rapide e precise, per evitare rallentamenti o posizioni ambigue.
Un settore strategico e resiliente per la competitività italiana
Lorenzo Tavazzi, Senior Partner di TEHA, ha spiegato come le pompe di calore siano fondamentali per accelerare il processo di decarbonizzazione del Paese, soprattutto nel settore degli edifici. Lo Studio evidenzia che l’Italia, grazie a una filiera forte e radicata, è tra i leader europei per capacità produttiva, occupazione e valore aggiunto nel comparto.
Tra i dati più significativi emersi dallo Studio, si evidenzia come le pompe di calore elettriche rappresentino una soluzione concreta per ridurre le emissioni e promuovere l’elettrificazione dei consumi energetici, contribuendo così in maniera determinante alla transizione energetica. Inoltre, l’Italia vanta una posizione strategica nel settore, caratterizzata da una minore dipendenza dalla Cina rispetto ad altri comparti industriali, un aspetto fondamentale per garantire la sicurezza energetica del Paese. A tutto ciò si aggiunge la resilienza dimostrata dalla filiera delle pompe di calore e la sua c competitività nell’ambito dell’industriale europea, che continua a distinguersi per innovazione e capacità produttiva.
Nel suo intervento, il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato l’impegno del Governo nel promuovere la decarbonizzazione, evidenziando il ruolo centrale delle pompe di calore nel raggiungimento dei target al 2030 e degli obiettivi al 2050 previsti dal PNIEC. Ha rimarcato che l’elettrificazione dei consumi finali, sostenuta da un aumento delle fonti rinnovabili, rappresenta una strategia centrale per il processo di transizione energetica. Tuttavia, l’attuale riduzione delle emissioni è insufficiente, e il Ministro ha invitato le Istituzioni ad accelerare le azioni per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Previsioni di crescita: +40 milioni in UE e +8,6 milioni in Italia
Lo Studio evidenzia una previsione di crescita significativa per il mercato delle pompe di calore in Europa e in Italia entro il 2030, fino a raggiungere 63 milioni di pompe di calore al 2030 in UE e 8,6 milioni in Italia. Tuttavia, l’incertezza sugli incentivi ha portato a un netto calo delle vendite, in particolare in Italia, dove nel 2023 si è registrata una contrazione del 33% rispetto all’anno precedente. Questo rallentamento è proseguito nel primo semestre del 2024, con una riduzione del 46% delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2023, incidendo significativamente sul mercato europeo.
Nonostante una crescita costante fino al 2022, con un aumento del numero di unità installate annue da 750.000 nel 2014 a 2,8 milioni nel 2022, il recente rallentamento è attribuibile principalmente all’instabilità degli incentivi in Italia. Questa situazione rischia di compromettere il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, sottolineando la necessità di un quadro normativo stabile e di incentivi chiari per supportare il settore.
Per garantire la competitività della filiera e il suo ruolo strategico nella sicurezza energetica, è indispensabile creare condizioni favorevoli per la pianificazione industriale e gli investimenti nel settore.
Lo Studio evidenzia che la domanda di pompe di calore elettriche è destinata a crescere in modo significativo nei prossimi anni, soprattutto in Italia, dove si contano circa 6 milioni di caldaie non a condensazione che potrebbero essere sostituite con pompe di calore nel breve-medio termine. Si tratta di una straordinaria opportunità per accelerare la transizione energetica e ridurre le emissioni, che però richiede investimenti mirati e un supporto governativo stabile per espandere la capacità produttiva delle aziende italiane.
Senza un intervento efficace, il rischio è di perdere competitività e quote di mercato a favore di altri Paesi UE, come la Francia, che ha già messo in atto programmi di sostegno, o di attori extra-UE come la Cina, capace di offrire prezzi competitivi grazie alle economie di scala.
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